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LE VOCI DI RAUDIVE
Nel 1973 Konstantin Raudive, ricercatore serio
e famoso nel campo delle "voci dall'aldilà", tenne
una conferenza a Firenze a cui noi eravamo presenti.
E fu un privilegio esserci. Lo studioso lettone
aveva con sé un grosso registratore a bobine dal
quale, dopo una interessante introduzione sulle
sue esperienze e ricerche, cominciò a far udire
ai presenti suoni che via via si facevano sempre
più distinti nel silenzio magico che era sceso
su tutti noi.
Descrivere i brividi che ci percorsero è impossibile,
ma ognuno era consapevole di stare vivendo un
momento importante della propria vita.
Quei suoni erano, si diceva, voci di defunti che
attraverso i nastri magnetici ci parlavano. La
cosa sembrava impossibile, ma la figura severa
e credibile di chi ci proponeva quell'ipotesi
fantastica convinceva ancor più di quei rumori
tutto sommato estranei.
Erano i primi tempi in cui si sentiva parlare
di "voci dall'aldilà", e quando uscimmo, scossi
e affascinati, corremmo a casa ad accendere i
nostri piccoli magnetofoni nella speranza di raccogliere
qualche "voce" anche noi. Cosa che accadde, almeno
a chi scrive. Peccato che quella bobina per qualche
strano motivo sia andata perduta… Ma ci restano
le testimonianze di Konstantin Raudive, e quelle
di altri ricercatori più o meno "scientifici"
che in seguito avrebbero scandagliato con alterni
successo e credibilità i reconditi recessi di
altre possibili dimensioni. Per la cronaca Raudive
passò dall'altra parte poco tempo dopo quella
indimenticabile conferenza, e altri ricercatori
sostengono di aver ricevuto inconfondibili messaggi
anche da lui. Il terzo documento sonoro che vi
presentiamo proviene da un introvabile disco allegato
al libro di Konstantin Raudive "Voci dall'Aldilà"
datato 1973, un classico del genere, che col suo
titolo dette anche la descrizione più popolare
del fenomeno, tutt'ora la più frequentemente usata
per definirlo nella nostra lingua. Per la cronaca
il titolo originale era, tradotto letteralmente,
"L'inaudibile si fa udibile".
E allora udiamolo.
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