A uno che fa radio possono capitare tante cose strane. A uno che fa radio come la faccio io ne capitano anche di più.
Un pomeriggio, uscendo dalla sede degli studi radiofonici, trovai ad aspettarmi un gruppetto di ragazzine sui 13 anni. Beh, non è una cosa rara, succede spesso. Chi ti vuole conoscere, chi ti chiede un autografo, chi ti fa gli occhi dolci...
Ma queste erano 15, e le loro intenzioni ben precise.
Dopo qualche traccheggiamento si fece avanti la portavoce del gruppo, una ragazzotta piuttosto in carne, la più coraggiosa del branco.
"Ti devo chiedere una cosa", mi fa. "Sì, dimmi...". "Sai, noi siamo in 15...". "E allora?". "Siamo tutte vergini...". "Ah...". Comincio a sospettare qualcosa. "Vorremmo essere tutte sverginate da te!". Azz!!! "Da me?". "Sì, l'abbiamo deciso tutte insieme". "E... perché?". "Perché ti ascoltiamo e ci ispiri fiducia. Vorremmo che tu fossi il primo per tutte noi".
La piccola era un po' rossa in viso, ma reggeva bene. Le altre, a debita distanza, aspettavano ansiose una mia risposta. Detti uno sguardo alla mandria: alcune non erano niente male, già formate, quasi donnine, altre ancora proprio bambine. Accarezzai per un solo attimo la stupefacente avventura, poi mi assalì il panico. Ma non lo detti a vedere.
"Ma... una alla volta, immagino". Ormai recitavo solo una parte. "Sì, certo, facciamo una lista, decidi te dove e quando". "E il come?". "... Anche". A questo punto ritenni di dover mettere fine a quella farsa boccaccesca. "Vedi, forse tu e le tue amiche non vi rendete conto di ciò che state chiedendomi. Quello che volete da me dovete cercarlo ognuna da un ragazzo diverso, quando sarà il momento giusto, con amore. Che fretta avete? Certo con me - modestamente - sarebbe splendido, ma non posso farlo. Sarebbe come rubarvi qualcosa. Dillo alle altre".
Mesta, la figlioluccia andò a riferire. Vidi volti delusi, musi lunghi. Quando se ne andarono parlottando fitto fitto le accompagnai con una inutile frase: "Vedrete che poi mi ringrazierete".
Non so se poi ebbero a ringraziarmi o meno. Una sicuramente lo fece. Era la più carina e più "donna" delle altre. Venne da me, da sola, un anno dopo, confessandomi candidamente che lei aveva saputo aspettare.
Una delle domande che mi vengono più spesso rivolte riguardo al mio lavoro è: "Ma denunce ne hai avute?". La mia risposta è sempre sì. Perché mentire?
Uno che da vent'anni rompe i coglioni alla gente per telefono non può uscirne completamente indenne, qualche privo di spirito c'è sempre a malintendere i suoi (miei) propositi. Ma se devo essere sincero il bilancio è nettamente favorevole all'impunità.
Sì, sono un impunito.
Che mi ricordi, sono comparso solo tre volte in quelle squallide aule dove trovi scritto che la legge è uguale per tutti. Le denunce sono state di più, ma in vari casi si sono risolte prima di arrivare davanti al pretore. Nella maggior parte dei casi si è trattato del reato di molestie, sempre sanabile con una semplice oblazione versando la quale diventi improvvisamente innocente: bella l'innocenza a pagamento! Oltretutto la Radio mi ha sempre coperto economicamente e pagato gli avvocati. In altri casi le querele sono state ritirate a vario titolo, spesso per evitare il ridicolo di trovarsi davanti a un giudice che alla lettura dei capi d'accusa si mettesse a ridere (è successo anche questo).
Insomma, dopo anni e anni di onorata carriera di sconvolgifamiglie via cavo, il mio certificato penale è ancora lindo come le ali di una colomba. E ci tengo a precisare che nella mia vita extramicrofono nessuno si è mai sognato di adire contro di me le cosiddette vie legali.
Se querele ho avuto, è stato unicamente a causa del mio onesto e generoso lavoro.
Tra i masturbatori telefonici che negli anni hanno annaffiato "Il Sondazzo" con i loro spruzzi di sbroda il più mitico, prima ancora di Vasco e Romoletto, è stato l'impareggiabile Giacomo.
Sì, perché Giacomo, la cui performance si può leggere nel mio secondo libro "Cazzate Galattiche!" e ascoltare su www.scherziatroci.com, riuscì nell'ardua impresa di eccitarsi fino all'orgasmo alla voce di Elvira Tirasassi, la vecchietta di 87 anni che, benché assai portata alle faccende "scesciuali" (non ha denti), non dovrebbe certo incarnare il sogno erotico di qualsiasi uomo dal cazzo erettile (o dal rettile cazzuto) che si rispetti. Se uno deve sognare facendosi un raspone, lo faccia pensando a Manuela Arcuri minimo. Tanto spende uguale.
No, Giacomo Manolesta, sessant'anni e uccello da ragazzino, se ne frega dell'aspetto fisico, afferra al volo l'occasione (e il volatile) e non se la lascia scappare (se lo lascia invece scappellare). E giù di palmo, per raggiungere l'estasi in breve tempo, come un sedicenne stracolmo di seme.
A me Giacomo sta simpatico, e mi chiedo che fine abbia fatto, se sia ancora così porcellino da sporcarsi ad ogni piè sospinto oppure se abbia rinfoderato l'arma letale per cedere alle insidie dell'età. Oggi avrà quasi 70 anni... Potrebbe anche essere morto.
E mi succede spesso di chiedermi quanti morticini conti il mio ormai ventennale programma: sono tutti lì, in quelle registrazioni, vivi ancora per caso, lo stesso caso che ha guidato e ancora guida il mio dito sugli elenchi telefonici.
A tutti loro, ormai voci dall'aldilà, grazie per la partecipazione, e... grazie anche a me, che in qualche modo conservo le tracce del loro passaggio sulla Terra. A quelle tracce sono mischiate anche le mie, buone per il giorno in cui li raggiungerò da qualche parte.
E speriamo che non siano tutti lì, dietro una nuvoletta, ad aspettarmi col matterello in mano!
VOSTRO MARITO VI TRADISCE? VA CON LE ZOCCOLE E VI TRASCURA?
VOI POTRETE IMPEDIRGLIELO CON "ARGAIV", IL CONTRARIO DEL VIAGRA, MA PERFETTAMENTE IDENTICO NELL'ASPETTO!
SOSTITUITE LE PILLOLE DI "ARGAIV" A QUELLE DEL VIAGRA CHE IL PORCO USA PRIMA DEI SUOI INCONTRI EXTRACONIUGALI, E LE AMANTI DEL MAIALE VEDRANNO IL SUO PENE RIMPICCIOLIRSI E RITIRARSI COME UNA CHIOCCIOLA NEL GUSCIO!
"ARGAIV", IL CONTRARIO DEL VIAGRA, FARA' FARE AL FEDIFRAGO LE PEGGIORI FIGURE SESSUALI, E LUI TORNERA' DA VOI CHE, FINITO L'EFFETTO, LO FARETE SENTIRE UN TORO DA MONTA.
MA RICORDATEVI DI RISCAMBIARGLI LE PILLOLE, SENNO' NON TROMBA NEMMENO CON VOI!!!
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BELLE SIGNORE,
LA MOGLIE DEL VOSTRO AMANTE GLI SOMMINISTRA L'"ARGAIV"?
GLI SI RITIRA COME UNA CHIOCCIOLA NEL GUSCIO?
NON RIESCE PIU' A PENETRARVI E VOI RIMANETE LI' CON UN PALMO DI FICA?
BEH, ALLORA MANDATELO A FARE IN CULO!!!
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SIGNORI UOMINI,
VOSTRA MOGLIE E' ASSURDAMENTE GELOSA E VI SOSTITUISCE LE PILLOLE DEL VIAGRA CON QUELLE DELL'"ARGAIV" PROPRIO QUANDO DOVETE ANDARE A CHIAVARE CON LA BAGASCETTA DI TURNO?
SEMPLICE: SCAMBIATE SEGRETAMENTE LE PILLOLE PRIMA CHE LO FACCIA LEI, COSI' OTTERRETE DUE OTTIMI RISULTATI: SARETE UN MANDRILLO CON LA FICOZZA IN QUESTIONE E UN PERFETTO IMPOTENTE CON QUEL CESSO DI VOSTRA MOGLIE.
DUE PICCIONI (E UNA PASSERA) CON UNA FAVA: LA VOSTRA!!!
Insomma, in una radio del nord Italia ci sarebbe, anzi, c'è un naccherino che ha ripreso pari pari i personaggi e le situazioni del "Sondazzo", quello che da vent'anni porto avanti con originalità e priorità assolute, e ogni giorno, nei miei stessi orari, conduce il suo (mio) "divertente" programma per la gioia di un paio di regioni. Ganzo, no?
L'altro giorno, ad esempio, stava facendo il Bambino Simone che ammazzava la sorellina...
Me ne hanno informato alcuni amici ascoltatori che per lavoro fanno su e giù per il Paese (e spero anche su qualche bella fichetta). Io naturalmente non ho mai ascoltato quella radio, quel programma, ma le testimonianze sono tante e talmente identiche da farmi ritenere di essere oggetto di un giornaliero furto d'idee. Non è il primo caso, peraltro.
Mi è stato anche riferito che quel tale non mi lega nemmeno le scarpe in quanto a spirito e professionalità, e oltretutto il suo linguaggio non sarebbe libero come il mio (e ci credo pienamente).
Allora mi sono chiesto come il ladruncolo abbia potuto accedere all'ascolto e al saccheggo del "G". Ho pensato che qualcuno gli mandasse i nastri delle mie trasmissioni dalla Toscana, o qualcosa di simile, finché non ho scoperto l'inoppugnabile verità: il furbastro è di Viareggio!
Eh! Eh! Eh!... Ti ho scoperto, stupidello!
Conosco il nome della radio, il nome del poveretto e persino il suo aspetto fisico: quell'emittente ha un sito internet con tutto quello che mi serve per attingere informazioni.
Non vi rivelerò per il momento questi dati.
Vorrei solo sottolineare quanta pena facciano i poveri di idee che prima ti ascoltano e ti ammirano, tanto, al punto da immedesimarsi in te. Poi trasformano l'immedesimazione in furto, sperando che la distanza e la situazione a "compartimenti stagni" delle radio private copra la marachella e impedisca al derubato di scoprire il misfatto. Ma non fanno i conti con la longa manu costituita dai miei innumerevoli ascoltatori che sui loro camion percorrono in lungo e in largo la penisola, pronti a riferirmi per onestà di causa ciò che sentono le loro scandalizzate orecchie. E non le ho scandalizzate io!
Una sola cosa so per certo: nessuno potrà mai riferire a nessun altro che io abbia rubato una sola idea a qualcuno! Andate pure in giro, camionisti: io sono in pace con me stesso e con la mia coscienza, non solo professionale.
(E può darsi che un giorno vi faccia nomi, cognomi e indirizzi...).
Tra le miriadi di telefonate in partenza che contraddistinguono il mio programma radiofonico, ogni tanto ne spicca qualcuna che mette in luce la personalità molto particolare di certi miei interlocutori.
Il caso di Felice è di questi giorni, e vale la pena di citarlo.
Felice si presenta con una voce da cappone siculo, tanto che faccio fatica a classificarlo come un maschio. Mi racconta di essere vedovo, e io, annusando lo scoop, mi improvviso professionista del relax telefonico inscenando una pseudo-seduta di riappropriazione di energie e personalità. L'uomo ci sta e si lascia trasportare fino al settimo cielo, dove lo faccio volare con voce suadente. Ma alla fine, per riempire i presunti "vuoti" che avrebbe dentro, lo faccio posizionare a 90° e, duris in fundo, glielo ficco nel culo. A lui non dispiace, ha solo una domanda da farmi: "Ma lei chi è?".
Il giorno dopo lo richiamo, deciso a sottoporlo a una nuova seduta, ma sorprendentemente lui si qualifica come Giovanna, la sorella di Felice. La cosa strana è che, pur essendo chiaramente ancora lui, il tono della sua voce è un po' più mascolino ora che si dichiara donna.
Il giorno seguente naturalmente richiamo e... sorpresa: Felice, sempre lui, mi dice che ho sbagliato numero: lì non esistono né un Felice né una Giovanna. Chiaro caso di striplamento della personalità: nella stessa persona convivono Felice, Giovanna e un essere che non è né Felice né Giovanna.
Non perdo l'occasione di chiamare anche il giorno successivo, cioè oggi. Adesso mi risponde una voce decisamente femminile (e questa volta non è davvero lui) che si dichiara parente di Felice, al momento assente. Le chiedo di Giovanna, ma mi risponde che lì non esiste alcuna Giovanna. E' la conferma che Felice, subito diventato un mito tra i miei ascoltatori, è un bel caso clinico. Infatti propongo di ricoverarlo al manicomio.
Mi capitò un giorno tra le grinfie quel furbone di Max Bunker.
Per chi non lo conoscesse, è il creatore di Alan Ford, Kriminal, Satanik, della rivista Eureka! e di varia altra fumetteria.
Da tempo avrei voluto, da antico cultore di comics quale sono, buttargli in faccia il mio pensiero, e grazie all'amico Moreno Burattini (sceneggiatore di Zagor) quel giorno ebbi Max Bunker, al secolo Luciano Secchi, dall'altra parte del mio microfono.
Normalmente gli intervistatori tendono a compiacere i propri intervistati con domande leggere e sempre a favore dell'intervistato, da bravi sempiterni leccaculi quali di solito sono, ma io, che più spesso sono un intervistato, facendo l'intervistatore cerco di non essere come quei raperonzoli che a volte mi intervistano, e in quell'occasione tentai, con successo, di espugnare il maledetto Bunker!
Gli rinfacciai, con lucido sadismo e gioia a stento repressa, in diretta, di essere un "succhiaruote", di sfruttare cioè il successo altrui per creare cloni basati su modelli già collaudati. Gli feci due esempi lampanti: nel 1962 era nato Diabolik, e poco dopo Max che fece? Inventò Kriminal, e per buona misura anche Satanik. Nel 1965 era nata la celebre rivista Linus, e pochi anni dopo cosa escogitò il Bunker? Un suo clone: Eureka! Solo dopo questi peraltro non pessimi tentativi Max Luciano Bunker Secchi riuscì, grazie anche - e soprattutto - ai disegni del compianto Magnus, a creare qualcosa di nuovo (almeno credo, forse, chissà?): Alan Ford.
Il povero Bunker non si aspettava questa mia offensiva, e cominciò a sudare sangue, mentre dalla bocca gli uscivano stentate parole di giustificazione. La mia soddisfazione raggiunse il massimo quando andandosene indispettito sibilò a mezza voce al suo accompagnatore: "Questo 'G' è pericoloso!". Credo che non lo rivedrò più.
E penso ai tanti clonatori che ci ritroviamo tra le palle ogni giorno (io ne so qualcosa). Penso per esempio al penoso caso televisivo di Alessandro Cecchi Paone, che vede "Quark" e costruisce "La Macchina del Tempo", vede Piero Angela parlare di dinosauri e subito lo fa anche lui, vede sulla RAI l'ottimo programma "La Grande Storia" e conduce poco dopo "Appuntamento con la Storia".
Poche le idee nuove, poche le menti funzionanti, molti i parassiti, in tutti i settori...
Ve lo dice l'unico, originale, clonato sempre, clone mai
LE VOSTRE CORNA SONO OPACHE, STANCHE, SI SQUAMANO? NON TEMETE: PER VOI C'E' "NOVACORN"!
BASTA SPALMARNE UN PO' OGNI GIORNO SULLE VOSTRE CORNA ED ESSE RITROVERANNO LO SPLENDORE PERDUTO. SARANNO LUCIDE, LISCE E LUMINOSE, PROPRIO COME UNA VOLTA!
"NOVACORN", E ANCHE I CERVI TI INVIDIERANNO!
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SIGNORE, VI SENTITE SOLE? IL TEMPO NON PASSA MAI? AVVERTITE UN VUOTO DENTRO DI VOI?
NON SUCCEDERA' PIU' CON "SUCAMINK"!
"SUCAMINK", PERFETTA RIPRODUZIONE DELL'ORGANO CHE TANTO VI MANCA, RIEMPIRA' LE VOSTRE GIORNATE (E NON SOLO), COLMERA' LA VOSTRA SOLITUDINE, VI RENDERA' FELICI DI VIVERE!
FINALMENTE AVRETE UNO SCOPO NELLA VITA (E UNO SCOVOLO NELLA FICA):
"SUCAMINK"!!!
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VOSTRO MARITO CE L'HA TROPPO PICCINO? FLACCIDO? CENCIOSO?
INAMIDATEGLIELO CON "SUPERCAZZON", IL PRODOTTO PORTENTOSO CHE RENDERA' AL VOSTRO STANCO CONIUGE L'ARDORE DI UN TEMPO, E A VOI I SELVAGGI ORGASMI PERDUTI.
"SUPERCAZZON", CLINICAMENTE TESTATO SULLE LUMACHE.
Trovo continuamente gente che riconoscendomi ("Tu sei il "G", vero?") mi elenca le "leggendarie imprese" del Sondazzo. E lo fa con tali e tanti particolari che io mi trovo nel perenne imbarazzo di non ricordare quasi mai un tubo di quanto mi si sta raccontando. Sembra che stiano parlando di qualcun altro.
Sì, mi ricordo di quando solo telefonando ho fatto imburrare, inzuccherare e leccare a più persone il televisore, e mi ricordo anche di quando ho finto con successo di essere il morto interrato dal becchino con cui stavo parlando, e ricordo persino di quando mi sono fatto passare per il fegato del mio interlocutore, e di quando sono riuscito a far spaccare uova in testa alla gente, e lampadine, e piatti, e mobili percossi in cerca di stranissimi animali, di quando ho fatto masturbare uomini vogliosi fino all'orgasmo, e di quando ho visitato le parti intime delle donne per telefono od ho fatto passare la cornetta su seni e pubi, o soffiarci dentro, o ululare alle finestre, di quando ho fatto l'extraterrestre, il gay, la lesbica, la troia, la vecchietta, il dentista pazzo, il "bucchemàchere", il rude garzone, l'ubriaco, il balbuziente, il pazzo, il prete, la madre superiora, il signor Arraccattumballacca Piraccallaccattini... E milioni di altri!
Ma tutto è impastato in una specie di blob di cui mi restano solo vaghi sprazzi riguardanti i particolari, che invece sembrano essere rimasti impressi indelebilmente nelle avide menti dei miei ascoltatori. Bene, sono contento, ho lasciato una traccia, sia pure di pazzia, ma di tutto questo non ricordo quasi niente...
Meno male che tutto è inesorabilmente documentato in montagne di cassette che nemmeno in quello che resta della mia vita riuscirei mai a ripercorrere con le orecchie. Saranno per i posteri.
Intanto una piccolissima parte di questo immenso tutto è reperibile nel sito SCHERZIATROCI, facente parte della Rete che prende il mio nome, e fruibile da chiunque abbia voglia di farsi una minima idea di quello che è stato e che tuttora è IL SONDAZZO.
Ma non chiedetemi per strada: "Oh, "G", ti ricordi di quando hai...". Potrei rispondere con un deludente: "No, non ricordo un cazzo", e voi vi chiedereste se quello che vi sta davanti sia veramente o no il famigerato
Buffi gli ascoltatori, e intelligenti, e stupidi... Non sai mai quando hanno capito o no. Certo non bisogna generalizzare, c'è chi capisce tutto e chi non capisce nulla, chi capisce un po' e chi capisce molto, chi capisce oggi e non domani, bilanciato da chi capirà domani e non ha capito un cazzo oggi...
Ho notato una strano fenomeno: certe volte ripeto un concetto o un'informazione allo stremo, e c'è chi mi chiama candido candido per chiedermi chiarimenti già ampiamente forniti. Altre volte sfioro soltanto un argomento e mi ritrovo continuamente gente che me ne parla, che ha afferrato le mie parole frettolose come se le avessi pronunciate a lungo e urlando!
Io parlo molto in radio, e credo di avere in tutti questi anni capito il meccanismo mentale dei miei ascoltatori, ma quello che si crede non è vero mai abbastanza: c'è sempre qualcosa o qualcuno che ti scalza le certezze da sotto i piedi.
E in fondo è bello che sia così: le sorprese sono il sale della vita. Se io ci metto il pepe e il tanto (da me) amato aceto, l'insalata è condita.
VOSTRO FIGLIO SI FA TROPPE SEGHINE IN BAGNO? SPRUZZATE NEL WATER UN PO' DI "ANTIMASTURBOL"!
GLI EFFLUVI EMANATI DA "ANTIMASTURBOL" AGIRANNO COME INIBITORI DELL'EREZIONE, E VOSTRO FIGLIO DOVRA' RINUNCIARE ALLA TROPPO FREQUENTE E DANNOSA PRATICA DELLA MASTURBAZIONE.
E PER I CASI PIU' PERVICACI FORNIAMO IL SEGHETTO TAGLIAMANI "ZAC-ZAC", PER UNA SOLUZIONE RADICALE DEL PROBLEMA!
"ANTIMASTURBOL" E "ZAC-ZAC": NON PIU' QUELLE FASTIDIOSE GOCCIOLONE DI SBRODA IN BAGNO!!!
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PROBLEMI DI STITICHEZZA?
BASTA LA PAROLA: "VAACCACARE!".
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TI SENTI GIU'? SEI TRISTE? HAI PROBLEMI DI CUORE? D'AMORE? DOLORE? SEI METEREOPATICO? APATICO? ANTIPATICO? ATIPICO?
19 marzo, Festa del Papà, ma soprattutto giorno consacrato ai segaioli, in quanto tradizionalmente intestato al buon S. Giuseppe, che non solo faceva il falegname, ma non poteva trombare la giovane Maria, che se la intendeva con lo Spirito Santo. Quindi, seghe a tutt'andare!
E, guarda cazz... pardon, guarda caso, proprio in quel giorno il rito si è consumato (una volta di più) nel mio programma radiofonico, in diretta. Romolo ha ottant'anni e abita ad Amaseno, amena cittadina dove le donne tuffano le "zampe" nella fontana e le vicine di casa si svendono per pochi €. Ottant'anni e si masturba tutti i giorni il suo 12 cm. piccolo ma vivace. Gli faccio le più intime domande e lui risponde senza esitare: vedovo, avrebbe bisogno di compagnia (soprattutto a letto), gli piacciono da pazzi le "zizze" (non starebbe ad Amaseno...) ma gli fanno schifo i culi (bizzarro ciò). Si profonde in descrizioni della sua vita sessuale divisa tra molta mano e qualche trombatina con la compiacente vicina, fornisce una sua descrizione comprese le dimensioni del pene e... Improvvisamente confessa di avercelo ritto: l'argomento lo stuzzica. Io, che non pretendevo tanto, mi butto come un cane sull'osso, e lo istigo a toccarselo. Lo fa. Il mio problema è uno solo: sta scadendo il tempo del programma e devo riuscire a farlo venire prima della fine: impresa titanica, ma... sono o non sono un professionista? Evoco la parte che più lo stimola: le tette. Gliele sbatto in viso, belle, grosse, sode, cicciute...
A un certo punto, nell'estasi del preorgasmo, lui mi chiede se sono una donna. Sa benissimo che non lo sono, ma vuole che glielo dica. Ma sì, Romoletto, sono tutto ciò che vuoi, basta che ti sbrighi. E' contento. Siamo proprio al limitare dell'ultimo minuto quando... Ahhhhh!!! Sì, sì, sììììì!!! Romolo "sburra" davanti a migliaia di avidi ascoltatori!
S. Giuseppe è degnamente festeggiato, e io posso aggiungere alla collezione, dopo i mitici rasponi di Giacomo e Vasco, anche quello di Romolo.
Negli ultimi tempi ho inciampato in due frasi che mi sembrerebbe uno spreco non sottolineare.
Chiamo in diretta una signora di 87 anni che ne dimostra (al telefono) non più di 50, e lei mi dice: "NON FACCIO AMICIZIA COL MALE". Semplice rimedio contro le malattie e la vecchiaia.
Zappingando in TV colgo da un vecchio film un dialogo tra un generale e un padre cappellano militare. Il grosso papavero pronuncia le seguenti parole: "BUONSENSO VUOL DIRE SAPERE QUANDO SI DEVONO INFRANGERE I REGOLAMENTI". Al che il cappellano si fa il segno della croce.
Non c'è commento da fare che sia altrettanto efficace di queste due frasi. Posso solo dirvi: non fate amicizia col male e infrangete i regolamenti quando cozzano contro il buonsenso.