CHI E' "G"


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L'angolo della posta

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Titolo: IMPRONTE di "G"
31 Maggio 2002

Caro "G",
non ti sembra che l'ultima trovata del nostro governo puzzi di razzismo e apartheid?
Mi riferisco alla legge che prevede di prendere le impronte digitali a tutti gli immigrati extracomunitari.
Allora perché non le prendono anche a noi?
Qual è il tuo parere al proposito?
Grazie della risposta e vai avanti così che sei forte!

Alba.


Cara Alba del Terzo Millennio,
essendo appunto negli Anni Duemila sembrerebbe assurdo un provvedimento del genere, un tornare indietro a periodi neri e bui...
Ma non hai mai pensato che sia proprio la clandestinità, e di conseguenza la criminalità, a farci regredire e diventare tutti più timorosi di essere toccati da violenza, espropriazione indebita, terrorismo, invasione indiscriminata, sporcizia, malattie?...

Stiamo tornando indietro, ma non per nostra volontà: immagina un mondo occidentale senza clandestini, senza criminali aggiunti. Non sarebbe bello?
Avremmo solo brave persone autorizzate e intenzionate ad integrarsi e lavorare con noi. Ben verrebbero razze e colori diversi, culture e tradizioni da scoprire.
A me personalmente piacciono moltissimo i miscugli, è bello il "melting-pot", da coppie birazziali potrebbero nascere figli dal sangue forte e la mente aperta.
Avremmo i nostri criminali, che potremmo combattere molto più efficacemente se non dovessimo correre dietro a quelli venuti da fuori, che ormai sono almeno la metà del totale (basti guardare la popolazione carceraria).
Insomma, non si può negare che l'immigrazione clandestina sia una bella tegola che ci è caduta sulla testa. Non ne avevamo proprio bisogno.
E tutto si è prodotto in un tempo breve e recente.
La riprova è che io da ragazzo quando vedevo un negro mi stupivo, come tutti del resto, lo guardavo con curiosità: era un fatto raro.
E non sono proprio Matusalemme.

Questa lunga premessa serve ad arrivare alla risposta che ti devo.
Io in effetti non trovo così scandalosa la trovata delle impronte digitali: ci si è costretti, e non la ritengo neppure troppo pesante.
Di solito ragiono così: come reagirei io se toccasse a me? In questo caso: come la prenderei se fossi un emigrante e mi schedassero in modo così drastico?
Risposta: se fossi un criminale la prenderei male, se fossi una persona onesta ne sarei addirittura contento.

Insomma, questo provvedimento all'apparenza odioso dispiacerebbe solo ai "cattivi". Chi non avesse nulla da farsi rimproverare perché dovrebbe risentirsi?
Io poi sarei completamente d'accordo nel prenderle anche a noi le impronte: non siamo in fondo già tutti schedati, targati, ascoltati, osservati?
Noi che pure paghiamo le tasse e i servizi di ogni tipo che lo Stato ci "vende" mentre altri ne usufruiscono gratis per "carità cristiana".
Io vedo cinesi con delle macchine che non molti di noi possono permettersi. E le guidano pure da cani.
Vedo spacciatori dalla faccia scuretta che intascano barche di soldi mentre noi paghiamo le multe per divieto di sosta.
Vedo l'imbarbarimento di una società che abbiamo lottato secoli per far diventare civile e prospera, a vantaggio dei nostri figli e dei figli loro.

Ma quando nasce un bambino oggi lo commiseriamo: "Poverino", diciamo, "che modaccio ti aspetta...".
E il mondaccio è tale anche per la facilità con cui fino ad ora è stato possibile a chiunque di andare dovunque a fare qualunque cosa.
Colpa della libertà, della democrazia, della troppa fiducia?
Colpa indubbiamente anche dell'affamamento di popoli che del resto, forse per tradizione o cultura, non amano sporcare casa loro, ma non si peritano affatto a sporcare le case altrui.

Aiutiamoli nelle loro nazioni riparando i danni che anche noi abbiamo causato, ma quelli che vogliono venire qui filtriamoli, respingendo al mittente gli indesiderati: se uno ti suona alla porta sei tu che decidi se farlo entrare o no.
O lasci che entri e faccia i suoi comodi in casa tua? Non credo.

Il problema non sta tanto in un provvedimento apparentemente estremo come quello del rilevamento delle impronte, ma nelle realmente estreme condizioni che l'hanno causato.
Ed anche in una certa parte politica che ha favorito - criminalmente - l'arrivo della feccia del mondo per poter ottenere domani quei voti che le mancano per raggiungere il potere.

E poi parlano di clientelismo...

-------------------------------------------------> "G"

Titolo: TORNA VIGILE "X" E METTE TUTTO A POSTO di "G"
1 Maggio 2002

Ciao "G",
mi sento costretto ad occupare parte del tuo spazio per confutare le affermazioni fatte recentemente dal mio poco collega Vigile "Z" la cui "Z" sta forse per zelante.
Purtroppo Vigile "Z" ha ragione perché le direttive che vengono fornite sono in linea con le sue tesi. Fin dal momento dell'assunzione cercano di inculcarti in testa la sacralità delle varie norme e dei vari codici e si sviluppa la strategia del terrore elencando le sanzioni cui andiamo incontro se non lavoriamo "bene": la discrezionalità non esiste... spetta solo al giudice... se vedi un'infrazione e non sanzioni sei passibile di denuncia ai sensi dell'articolo X per omissione...
E' vero, la discrezionalità, perché tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti, non DOVREBBE esistere, ma c'è e sinceramente sono contento così.
C'è perché non è possibile sanzionare tutto. Caro Vigile "Z", quante volte NON hai rimosso una bicicletta in sosta sul marciapiede chiusa con un lucchetto ad una inferriata? E i panni stesi ad asciugare al sole? (Lo sapevate che non si può?). E le gronde che quando piove perdono acqua e devi scansarle passando dalla strada?

Ecco allora che distinguere le varie infrazioni e stabilire delle priorità di intervento diventa automaticamente dovere professionale. Imparzialità ed uguaglianza sono garantiti anche se tutti quelli che violano un divieto di sosta INSENSATO in quel momento non vengono puniti. Anche perché i codici sono qualcosa di freddo e di inflessibile, che non considera le varie situazioni reali.
La sosta sul marciapiede è vietata perché si presuppone che debba essere utilizzato dai pedoni, ma se il marciapiede è largo dieci metri le auto in sosta non danno fastidio a nessuno. E poi i tanto sacri codici sono lacunosi.
Sabato scorso in una via del centro, con marciapiede stretto e auto in sosta a fianco, passeggiava una persona su sedia a rotelle. Più avanti una moto, parcheggiata regolarmente, aveva il bauletto che impossibilitava il passaggio. Ho aiutato la persona a cercare un varco tra le auto per aggirare l'ostacolo e mi sono scusato per l'inciviltà del motociclista, ma non ho potuto sanzionarlo in alcun modo.

Nel bagaglio giuridico di Vigile "Z" manca un codice che non è scritto da nessuna parte, ma secondo me è il più importante di tutti. Si chiama Buon Senso.
Aggiungo che se vigili e cittadini avessero un po' di Buon Senso non vivremmo nel caos e nella frenesia con cui tutti dobbiamo confrontarci: non si inchioderebbe la macchina nel mezzo ad una via se suona il telefonino e non si sanzionerebbe chi parla mentre fa cento metri per fermarsi in un posto dove non crea problemi agli altri automobilisti.
Inoltre volevo ricordare a tutti che i maggiori crimini contro l'umanità sono stati commessi da robottini che obbedivano ciecamente agli ordini superiori.

Io mi sento appagato quando il cittadino si congeda da me con un sorriso perché gli ho risolto un problema e si sente soddisfatto.
Mi piace rendere più lievi le tribolazioni quotidiane della gente che incontro senza bisogno di multare una persona in più. Mi piace anche farmi capire dalla gente quando parlo: ecco perché ho usato "multare" anziché "sanzionare pecuniariamente".
Ci sono tanti modi per essere utili: spiegare ad un anziano l'iter per ottenere il contrassegno arancione degli invalidi, indicargli un ufficio, consigliare un posto dove si può parcheggiare l'auto anche in centro, parlare dei problemi con il negoziante.
Dovendo scegliere tra un divieto di sosta e aiutare un cittadino scelgo sempre la seconda ipotesi.
Io penso al lavoro del vigile come a un modo di essere al servizio del cittadino e non dell'assessore Tizio.
Insomma, da cittadino mi piacerebbe il tanto sbandierato vigile di quartiere, che però con questi presupposti è impossibile.
Aggiungo che anche se lo stipendio me lo dà l'amministrazione comunale in realtà io sono pagato dai cittadini.

Si scandalizzino pure i puristi del lavoro del vigile, ma io lavoro così.
E' un modo di lavorare professionalmente sbagliato ma coscienziosamente giusto.

Vigile "X".


Bentornato, caro "X", io ho poco o niente da aggiungere a quanto hai detto tu, usando in alcuni casi le mie stesse parole e sviluppando i miei concetti, ma dando loro più importanza e autorevolezza, in quanto espressi non da un semplice cittadino quale io sono, ma da uno che ogni giorno affronta la città dentro una divisa, con i relativi doveri e responsabilità.
Ed avere la conferma che tu fai risalire tali responsabilità alla tua coscienza di uomo e non a codici limitati e spesso imbecilli, mi fa bene al cuore.

Se i vigili fossero tutti come te li ameremmo, invece di odiarli...

----------------------------------------------> "G"

Titolo: ED ECCO IL VIGILE "Z" di "G"
29 Aprile 2002

Caro "G",
l'altro giorno ti ho sentito nel tuo "Puzzo di Stampa" e commentavi, approvando in piena ipotesi, la proposta che vorranno avanzare alla Camera dei deputati per un condono riguardo alle contravvenzioni sui divieti di sosta. E tu portavi avanti l'idea di "dover" fare le contravvenzioni solo a quelle situazioni di vero pericolo e più gravi.
Ti rispondo che è un modo sbagliato di pensarla (ovvero non esiste) e ti spiegherò come mai.

Il Vigile o simili non ha capacità discrezionale di decidere la violazione più grave o meno grave. NON E' COMPITO SUO!!!

Adesso le semplici multe a cui fai spesso riferimento tu caro "G", si chiamano sanzioni amministrative (solo soldi) e non sono multe poiché la multa è un reato.
Tu caro "G" hai detto: "Vigili Urbani o le Forze di Polizia dovrebbero fare le multe solo a quelli che costituiscono vero intralcio, vero pericolo insomma". Allora ti dico che se un Vigile decidesse lui a chi fare le sanzioni ci sarebbe un'evidente e palese discrezionalità nel reprimere le violazioni commesse.
Perché questo discorso, poiché la Costituzione Italiana all'Art. 97 dispone che la Pubblica Amministrazione deve perseguire l'interesse pubblico ovvero con i due principi fondamentali d'imparzialità e di uguaglianza.

Se una strada prevede un cartello stradale di divieto di sosta è logico capire che non si può e non si deve sostare in quel luogo, poiché qualcuno a monte ha determinato che sia comunque vietato sostare lì. Non è compito (dato che lo può fare per legge) dell'automobilista o simili ovvero del Vigile decidere se comunque quella sosta fatta in quel punto vietato per la sosta, decidere se lasciar perdere o no.
Non possiamo dare la colpa ai vigili se in una città non ci sono spazi per sostare...

Ogni volta che si ferma un conducente di un veicolo e gli si contesta la violazione egli (fanno tutti così) si giustifica con 1000 modi ed eventi che non lo ha fatto apposta, che non lo sapeva, che non è del posto, che ha parenti malati, che si deve chiudere un occhio etc.
NO! NO! Ha sbagliato e deve essere punito.

Questo ci fa capire che la maggior parte delle persone vorrebbero che le regole fossero rispettate ma per gli altri.
QUESTO E' RIDICOLO! Ed evidenzia un grande senso di codarderia!

Se tu che guidi non vuoi rispettare le norme, pazienza! Nessuno ti fucila, ma prenditi la propria responsabilità per quello che hai fatto e quello che potresti fare, senza andare a scusarti in 1000 modi con chi ha il dovere professionale (è il nostro lavoro mal visto da tutti) di contestarti una violazione per quello di sbagliato che hai fatto.

E' NO!!! Caro "G" ed esimiocittadino, non ci siamo!

Non esistono cose più gravi o meno gravi, mi spiego: quando si viola una norma, essa a seconda della diversa gravità viene da se punita con una sanzione diversa, ma non siamo NOI Vigili o similari a decidere il quanto.
Noi dobbiamo applicare la Legge, anzi la norma e bada bene NON interpretare (come il Vox Popolum) pensa perché l'interpretazione è riservata alla discrezionalità del Giudice, ovvero dell'Autorità Amministrative o Giudiziaria, ma a noi che siamo sulla strada non è permesso per definizione.

Quando i Vigili passano da una Via, una strada... o si guarda tutti o... capisci??

Se siamo troppo interventisti ci dicono che siamo troppo severi. Se siamo invece tolleranti, ci dicono che non si fa niente, che c'è troppa delinquenza in giro anche per le piccole cose, anche per le soste perché i pedoni, gli anziani (polemicissimi) le mamme con le carrozzine, i disabili, giustamente non riescono talvolta a passare nemmeno dai marciapiedi.

Nelle città grandi ci sono pattuglie addette proprio per ordini dall'alto di controllare le soste delle auto e altre cose che potrebbero sembrare meno importanti.
Quindi "G", non è che un Vigile o due o più vanno a cercare apposta le auto o altri veicoli lasciati in divieto, ma bisogna fare quel servizio poiché previsto e comandato d'ufficio.

Caro "G" la giustizia deve per forza inseguire l'interesse pubblico.
Quando una persona commette un'infrazione al Nuovo Codice della Strada deve prendersi le sue responsabilità senza polemicizzare.

Pensaci se tutti si facesse quello che ci pare!!!

Mi auguro solo una cosa, quando la prossima volta vedrai un Vigile Urbano, non pensare subito male per quello che è il nostro mestiere e i nostri compiti istituzionali.

Ciao.

Il Vigile "Z".


Credo, caro Vigile "Z" (e se dico caro è perché tu e i tuoi colleghi ci costate molto), che dopo la tua lettera invece odierò un po' di più questa figura che tu difendi talmente male da offenderla profondamente.
Tu dipingi un vigile intransigente, robotico, non umano, che se ne frega altamente se con una "sanzione amministrativa" succhia tutto il guadagno di una giornata a un povero diavolo colpevole dell'orrendo crimine di aver messo la macchina in qualche pretestuoso divieto di sosta pur senza intralciare alcunché.
E lo fai con una prosa del tutto personale, che mi porta a chiedere a chi di dovere: ma come li scegliete 'sti vigili?
Non devono possedere un titolino di studio o almeno una certa proprietà di linguaggio?

Non lo dico per "polemicizzare", tantomeno per "codarderia", ma sinceramente l'immagine della giustizia che "deve per forza inseguire l'interesse pubblico" mi fa pensare ai vecchi film muti in cui Ridolini veniva comicamente inseguito da corpulenti agenti in divise troppo strette per le loro pance.
E rido.
Quando poi tu asserisci che "la multa è un reato" mi fai sbellicare dalle risate! Credevo che la multa fosse la punizione di un reato. Ma se lo dici tu, d'accordo: multiamo chi multa. Ma poi chi multa chi multa chi multa? E chi multa chi multa chi multa chi multa? E... ma basta per favore!

Confesso inoltre di non aver ben chiaro il senso di alcune tue affermazioni, ma questo rientra nel normale modo che hai di esprimerti, ed immagino i tuoi esilaranti verbali...

Per la tua disperazione ti informo altresì che ci sono in giro vigili anche umani, che sanno interpretare la vita di una città, cosa che purtroppo sembra ti sia ignota.

Che squallore mi invade nel sapere che gente come te si aggira cupa per le strade sfogando la propria ansia di giustizia (uguale per tutti) portando via dalle tasche soldi alla gente.
Ma per ordini superiori, s'intende, così ci si scarica da ogni responsabilità!

I più orrendi crimini della Storia sono stati commessi per ordini superiori: lo sapevi?

E, per concludere, visto che ci tieni tanto a scrivere Vigili con la "V" maiuscola, prova anche a considerare qualcosa più della merda i poveri, impotenti Cittadini, i quali, visto che pagano, almeno una "C" grande se la meriterebbero.

Che dici, gliela concediamo?
Ma sì... La maiuscola è uguale per tutti!

---------------------------------------------------> "G"

Titolo: COM'E' ANDATA A FINIRE? di "G"
16 Aprile 2002

Ciao "G",
ho letto della tua disavventura con il comandante dei vigili urbani di Firenze che ti ha querelato.
Ma non ci hai detto com'è andata a finire.
Scusa la curiosità.

Alessio.


E' andata a finire molto bene, per me.
Dopo un amichevole colloquio con quel signore e conseguente stretta di mano con menzione radiofonica, lui ha ritirato la querela e tutto si è risolto.
Non molto tempo dopo lo stesso comandante è stato rimosso dal suo incarico e destinato ad altre mansioni, ma in questo io non c'entro affatto...

Le conclusioni traibili da questa "esaltante" esperienza sono molteplici: primo, io sono fiero e orgoglioso, nonché onorato, di aver provocato a tal punto il più alto papavero della polizia municipale della città in cui vivo e soffro come ogni altro cittadino.
Segno che i miei strali almeno qualche volta colpiscono il bersaglio e che la mia voce arriva alle orecchie alle quali è diretta perforandone lo spesso strato di "cerume politico".

Secondo, ho potuto constatare comunque, una volta di più, nei "potenti" la scarsa, anzi nulla volontà di accettare buoni consigli: durante il colloquio con quel comandante, infatti, mi ero persino offerto, nella mia veste di osservatore privilegiato perché in contatto con tanti cittadini scontenti, di fornirgli una consulenza gratuita allo scopo di agevolarne i rapporti con la popolazione, aiutandolo a migliorare con semplici ragionevoli provvedimenti anche l'immagine del tutore dell'ordine, da sempre di pessima reputazione pubblica. Volevo solo cogliere l'occasione per dare una mano.
Glielo avevo messo anche per iscritto: lui prese la lettera, la infilò in tasca con un sorriso e non si fece mai più vivo.
E i vigili continuano ad essere odiati.

Terzo, la vicenda non mi ha fermato, anzi mi ha dato la carica, ed io continuo imperterrito nella mia "missione", ancora più convinto che chi porta una divisa - e soprattutto chi lo comanda - debba stare sempre dalla parte dei cittadini e mai contro di essi per principio.

Ultima considerazione: chi querela è sempre la più debole delle due parti. Lasciatelo dire da uno che se ne intende...
L'avevo capito già fin da piccolo, quando vedevo i bambini con cui avevo avuto qualche disputa correre a piangere dalla mamma: erano loro i perdenti, costretti a farmi sgridare dall'autorità materna perché non avevano le palline per difendersi da soli.

Notare bene: io, da grande (a patto che sia cresciuto), di querele ne ho ricevute un certo numero, ma non ne ho mai sporta una, anche quando avrei potuto.

Questione di coerenza.

-----------------------------------------------------> "G"

Titolo: UN ALTRO VIGILE di "G"
13 Aprile 2002

Ciao "G",
sono un Vigile. Ti ascolto con tanta passione da anni.
Mi spieghi come mai ce l'hai sempre con i Vigili?
In particolare ce l'hai con i VV.UU. di Firenze, ma spesso non perdi spunto per dire la tua accanita "sentenza verbale" sempre in maniera fortemente contrastante con il nostro operato.

Noi siamo solo l'ultima pedina di quello che si rappresenta tramite la nostra uniforme, cioè l'Amministrazione Comunale.
Abbiamo le nostre responsabilità sulla strada, tante volte dobbiamo portare ad esecuzione (siamo pagati per quello) ordini e regolamenti non emanati dalla singola ragione umana ma dalle determinazioni o deliberazioni politiche (esiste una sostanziale differenza).
Dobbiamo agire con obiettività e non con la soggettività umana, tutto questo prescindendo a monte che anche noi siamo delle persone umane e come tali soggette ad errore.

Ciao e grazie per la compagnia, ma non prendertela di punta con dei semplici operatori della Polizia Municipale.

Vigile "Y".


Bene, dopo Vigile "X" adesso abbiamo il nostro Vigile "Y"!
Sono molto contento che la categoria risponda, e spero che continui a farlo.
Vedi, io non me la prendo affatto con i vigili urbani, tranne quelli ottusi e maleducati che non hanno il diritto di esserlo, rappresentando, appunto, un'amministrazione pubblica che in loro si rispecchia.
Me la prendo invece con chi emana direttive anti-cittadini che essi devono per forza seguire.

Per le mie trasmissioni e le mie "sentenze verbali" accanite, come dici tu, sono stato infatti a suo tempo querelato dall'allora comandante dei vigili urbani di Firenze, e non da un vigile semplice, ultima pedina del gioco.
Sono quindi d'accordo con te quando ti riferisci a responsabilità politiche non derivanti dalla "singola ragione umana".

In quanto alla presunta obbiettività (scusa, ma io lo scrivo ancora con due "b") che dovrebbe prevalere sulla soggettività, mi permetto di farti notare che ogni tanto anche le leggi vanno valutate e soggettivamente interpretate.
Ho già citato in altra parte di questo sito la frase: "Buon senso vuol dire sapere quando si devono infrangere i regolamenti".

Io la trovo molto giusta e umana.
E anche i vigili sono esseri umani.
... O no?

-------------------------------------------------- "G"

Titolo: UN VIGILE CHE VIGILA di "G"
11 Aprile 2002

Ciao "G",
sono un vigile urbano del comune di Firenze.
Si verificano eventi che ti fanno sentire demoralizzato e avvilito.
Ti scrivo in seguito alla lettura del tuo pezzo intitolato "Il gelato" su Sitomito (vedi "G" scrive).
Nel mio lavoro capita spesso di dover occuparsi dei problemi causati dai Rom. Il più classico è l'"alleggerimento" del portafoglio a turisti e non.
Mentre i mariti sono al campo nomadi le donne con i bambini attorniano la vittima e...
Per la cronaca i bambini in braccio rinvoltati in lunghe stoffe servono per coprire i movimenti delle mani delle mamme.
Ma spesso le autrici dei borseggi si proclamano innocenti, il portafoglio non si sa più dove sia e per effettuare una perquisizione occorre l'autorizzazione del magistrato.
Se poi la tipa viene sorpresa, le rare volte, in flagrante, ha varie scappatoie: ruba per fame (poco importa se in bocca ha più oro di quello che c'è sul Ponte Vecchio); è una povera madre in fase di allattamento; è incinta; è minore di 14 anni, quindi non imputabile, ecc.
Simili scappatoie sono buone anche per i maltrattamenti a minori.
Naturalmente una volta lasciate libere non si sa davvero dove andarle a prendere.
Fino a un anno e mezzo fa quando venivano trovati bambini a spasso per le vie del centro a vendere rose o a elemosinare venivano accompagnati alla nostra centrale operativa, riempivamo verbali, avvisavamo il magistrato di turno che ci diceva sistematicamente di riaccompagnarli al campo nomadi e di restituirli ai genitori.
Poi è stato istituito il "Centro Sicuro" destinato ai minori di 14 anni abbandonati per strada. La sostanza però non cambia: anziché riceverli a casa i genitori devono andare lì a prendere i figli.

Il lavoro del vigile è molto ampio e comprende anche assistenza sociale per i casi descritti. Ma forse ai politici conviene ordinare che a prevalere fra tutte le attività sia quella delle sanzioni a chi viola il codice della strada.
In questa giungla che si può fare?
Ci si barcamena come meglio possiamo, anche perché quelli che cercano di fare il vero vigile rischiano di ricevere, al primo errore, anche sanzioni disciplinari per poi essere abbandonati a se stessi.

Viglie "X".


Caro Vigile "X", come ti ho ribattezzato per la tua legittima richiesta di restare nell'anonimato, c'è poco da aggiungere alla tua denuncia che qui sopra ho riassunto.
In particolare complimenti per la franchezza e il coraggio con cui hai nell'ultima parte della lettera dato voce al disagio di chi come te lavora onestamente ma non con gli occhi "foderati di prosciutto":
vedi come vanno le cose e ci soffri, al punto di volerti sfogare pubblicamente.

Spero che oltre a te anche altri, costretti a "barcamenarsi" ogni giorno, si facciano vivi per illuminare dall'interno un mondo che al cittadino appare cupo e ostile quando invece dovrebbe ispirare fiducia e sicurezza.
Garantisco anonimato, appoggio incondizionato e pubblicazione.

E un grazie da parte dei cittadini stufi di essere il principale bersaglio di sanzioni non ugualmente comminate a chi veramente lo meriterebbe.

----------------------------------------------> "G"

Titolo: LA GUERRA IMBECILLE di "G"
8 Aprile 2002

Caro "G",
è in corso una guerra che non ho ben capito.
Chi ha ragione, i Palestinesi o gli Israeliani?
E perché si ammazzano?
Tu hai sempre un'opinione pronta per tutto, me la dici?

Roberta.


La mia opinione in merito è nota a tutti quelli che mi ascoltano per radio.
La guerra già di per sé è imbecille, come imbecilli sono tutti coloro che la professano per vocazione.
Se poi a scatenarla è la cosiddetta fede religiosa, diventa anche blasfema.
Gli Ebrei, non volendo più essere il "popolo errante", decisero, con i potenti mezzi derivanti dalle ricchezze accumulate in tutto il mondo grazie alle loro ben poco spirituali tendenze economiche, di riappropiarsi della "terra promessa".
Lo fecero disegnandosi uno Stato in mezzo ad altri Stati, anzi, sgraffignandone letteralmente i territori.
I Palestinesi, incazzati neri e di tendenze del tutto opposte (cioè poveri in canna), non hanno mai accettato lo strapotere israeliano, e tantomeno di vedere come quella astuta ed operosa gente venuta da ogni dove fosse riuscita a rendere fertile il deserto, a formare un efficientissimo esercito e a prosperare in così breve tempo.
Colonizzati dai coloni, hanno preso i sassi, unica risorsa degli ultimi, e li hanno scagliati contro i superbi colonizzatori.
Ma l'intifada, come dire la sassaiola, non bastava, e allora questi stupidelli autolesionisti hanno cominciato a imitare i kamikaze giapponesi, mietendo vigliaccamente vittime giovani e innocenti.
Israele risponde facendo il triplo delle vittime, e così via.

Chi ha ragione?
Nessuno, secondo me: moschee o sinagoghe mi fanno una sega, per così dire.
In questo momento stanno azzuffandosi intorno e dentro la basilica della Natività, tempio cristiano per eccellenza.
Allora noi che dovremmo fare?
Andare là e sterminarli tutti in un'ultima crociata riparatrice?
E invece stiamo qua a goderci gli orrendi spettacoli televisivi di Carrà & C. inframezzati da telegiornali che monotonamente ci informano dell'ennesimo attentato e della relativa rappresaglia nei "territori".
E il Papa manda truppe? No, appelli di pace e conciliazione...
Noi sì che siamo buoni!
O forse solo rammolliti.

Betlemme, Gerusalemme, Nazareth...

Il prossimo Natale dipingerò tante belle gocce di sangue sulle statuine del mio presepio.

----------------------------------------> "G"

Titolo: LE ROGNE DI COGNE di "G"
2 Aprile 2002

Caro "G",
come avrai saputo, la signora Anna Maria Franzoni è libera come l'aria.
Prima indagata, poi incarcerata, indicata dall'opinione pubblica e quella degli inquirenti come l'assassina di suo figlio Samuele, poi scarcerata per farle passare la Pasqua in famiglia e infine beata, truccata e sorridente per lo scampato pericolo.
Ma è normale tutto questo secondo te?

Ruby.


Nella vicenda di Cogne non c'è niente di normale.
Non è normale che un bambino venga ucciso, non è normale che di questo si incarichi sua madre, non è normale che la stessa venga incarcerata perché ancora presuntamente pericolosa e successivamente buttata fuori perché sicuramente innocua.
E tutto questo prima ancora di uno straccio di perizia psichiatrica.
C'è qualcosa in questa vicenda che sfugge ai più, ma non certamente al coriaceo entourage familiare della Franzoni: una verità nascosta che qualcuno non vuole venga svelata.
Ma qualcuno chi? Chi protegge dai giudici "cattivi" la deliziosa signora che prima piange perché le cose si mettono male e dopo ride perché pensa di averlo tirato in culo a tutti?
Ma facendo questo ha mai veramente pensato anche al bambino, oltre che a se stessa?

---------------------------------------------> "G"

Titolo: PASQUA E ANGELI di "G"
29 Marzo 2002

Ciao G,
sono Lorenzo di Barberino di Mugello... Ti ascolto ormai da 12 anni e volevo suggerirti due nomi da aggiungere nella lista degli "Angeli caduti in volo".
Il primo è Massimo Riva, voce della Steve Rogers Band e chitarrista storico di Vasco Rossi, morto qualche anno fa per overdose.
Il secondo è Alessandro Bono, anch'egli morto per overdose, che qualche anno fa partecipò al Festival di Sanremo in compagnia di Andrea Mingardi con una canzone il cui titolo mi sembra fosse "Con un amico vicino"... ricordi?
Ti faccio anche una proposta... tante volte ne hai parlato... ma vorrei che tu ti soffermassi su Dio, sulla tua fede, sui tuoi dubbi, sulle tue speranze riguardo alla fede... perché no???
Ti auguro una buona Pasqua.

Lorenzo.


Caro Lorenzo, innanzitutto grazie e buona Pasqua anche a te.
I due nomi che mi suggerisci li ho subito inseriti nella lista (vedi "G" Music).
In quanto alle mie sensazioni intorno alla fede... beh, per ora leggiti quanto ho espresso proprio oggi in "G" Scrive.
E in seguito arriverà molto altro.
Ciao!

---------------------------------------------> "G"

Titolo: LE GIA' MITICHE MAGLIETTE di "G"
28 Marzo 2002

O "G",
mi piacciono un casino i tuoi siti e ora che è tornato alla grande Sitomito ci ritrovo tutta l'umanità del "G" radiofonico.
Se qualcuno non lo capisce fregatene, resta sempre così come sei, abbiamo tutti bisogno di voci libere e vere come la tua (non ne conosco altre).
Belle le magliette, ma volevo chiederti se si possono ordinare a te direttamente come i libri oppure bisogna seguire per forza le istruzioni di quel sito che le reclamizza.
Grazie e sempre in gamba!

Fabio.


Grazie a te e a tutti quelli che capiscono.
Per quanto riguarda le magliette, per ordinarle devi proprio rivolgerti a quel sito raggiungibile attraverso il banner relativo.
Si tratta infatti di una iniziativa tutta loro, io ho fornito solo scritte e immagini. Loro prendono le ordinazioni e consegnano.
E' per me una pura operazione promozionale, un gadget per i navigatori di ReteG che non mi porterà in tasca che pochi centesimi: come potrai apprendere da quello stesso sito a noi poveri gonzi che gli forniamo il lavoro viene riconosciuto un "lauto" 10%, cioè la favolosa somma di € 1,50 circa per ogni maglietta venduta!
Certo non mi arricchirò, anzi devolverò il ricavato ai bambini poveri (leggi il mio Webmaster), contento di poter fornire a costo zero e senza obblighi di lavoro e di consegna un simpatico servizio in più ai seguaci della mia rete.

---------------------------------------> "G"

Titolo: UN ANGELO CHE VOLA ANCORA di "G"
26 Marzo 2002

Caro G,
l'alternarsi delle notizie sulla salute di Alex Baroni mi fa venire in mente il comportamento degli sciacalli.
E' morto... no, è ancora vivo...
Ma si può speculare così sulla vita di una persona?

Anna.


Non si dovrebbe, cara Anna, ma le esigenze dello spettacolo a tutti i costi fanno sì che ci si butti a pesce su qualsiasi brandello di lacrima, qualsiasi artificioso palpito di cuore.
L'Ansa, ritenuta seria e attendibile, diffonde nel pomeriggio di ieri il ferale annuncio: Alex Baroni è morto.
Subito la notizia percorre i media, molte lacrimucce virtuali - ed anche qualcuna reale - cominciano a scorrere.
L'orripilante Michele Cucuzza nel suo ignobile circo, dopo aver riso con quella sua faccia da scemo per altri leggeri argomenti, atteggia l'espressione a dolore e pietà (in realtà pare uno stitico in crisi).
Sullo schermo passano immagini del "morto": canta, parla, è felice.
Scorre intanto la fastidiosa e inesorabile scritta che ci informa della morte di Alex, con l'aggiunta del sempre efficace quanto ovviamente falso "Donati gli organi".
Il pubblico segue col groppo alla gola. L'audience sale.
Vergogna!
Non so quanto vivrà ancora Alex Baroni, ma gli auguro davvero di farcela, se non altro per andare a sputare in faccia agli sciacalli ben pagati dalla faccia da stitici.

--------------------------------------------> "G"


Titolo: ANGELI CADUTI IN VOLO di "G"
25 Marzo 2002

Caro "G",
vorrei segnalarti una cantante che dovrebbe trovare posto in mezzo ai tuoi "Angeli" musicali.
Si tratta di Roberta Voltolini, una ragazza fiorentina che molti hanno scordato, ma che era molto brava ed è morta molto giovane...

Roberto.

Sì, hai pienamente ragione.
Ho inserito la sfortunata Roberta Voltolini tra gli "Angeli caduti in volo". Lo merita.
Ragazza carina, con una bella voce, di famiglia agiata, sembrava avere tutto nella vita, solo che a un certo punto non ebbe più la vita.
Grazie per la segnalazione.

--------------------------------> "G"

Titolo: TORNA SITOMITO! di "G"
21 Marzo 2002

Caro G,
hai appena detto per radio che torna Sitomito.
Come sarà?
Sai, è il tuo sito "storico" e ci siamo credo tutti affezionati.
Mi dispiaceva vederlo vuoto. Ma ora...
Che ci hai preparato?

Giulia.

Ecco, nel momento in cui potrai leggere la mia risposta avrai quasi il nuovo Sitomito sotto gli occhi (è questione di poco ormai).
Approfitto di questa occasione per fare una breve storia della sua metamorfosi.
Nacque il 14 febbraio 2001, per S. Valentino, infatti era stato preparato con tanto amore...
Fu la mia prima palestra sul web, e ci misi dentro un casino di roba, che in seguito risultò più utile diluire in una serie di siti diversi, riuniti sotto l'egida di ReteG.
Quindi il povero Sitomito si vide via via svuotare dei contenuti fino a ridursi a niente.
Ma rimase bello e baldanzoso in cima alla ragnatela che contraddistingue la rete.
Mi chiesi: cosa ne faccio?
Alla fine decisi. Ho tante cose da dire, anche per iscritto, non solo per radio. Sitomito diventerà la mia stanza personale, in cui ficcherò i miei pensieri catturati dalle parole.
Ho già cominciato a farlo e spero che il tutto venga seguito non solo dagli affezionatissimi navigascoltatori, ma anche dai navigatori "semplici", che, poveretti, non possono raggiungere la mia voce parlata.

Modestamente,

------------------------------------> "G"


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