GLI STRAORDINARI ..DEL BOIA

Torniamo a parlare di esecuzioni. Capisco che l'argomento sia pesante e per certi versi lontano dalla nostra realtà, ma non possiamo restare indifferenti a certi numeri, che non sono numeri, ma esseri umani, con una storia, una vita, che oggi non c'è più, perché qualcuno si è sentito talmente potente da sostituirsi a Dio, e ha deciso che per quelle persone non poteva esserci futuro, perdono, o qualsiasi altra cosa che non fosse la morte. Nell'ultimo rapporto di Amnesty International, peraltro parziale, si contano ben 3048 condanne eseguite nel 2001, pensate, tremilaquarantotto individui sparsi nel mondo che sono stati uccisi nei modi più diversi, ma tutti con la stessa motivazione: colpevole. Indubbiamente, tutti questi colpevoli potevano pagare scontando una pena lunghissima nelle carceri dei loro paesi o magari lavorando duramente per non pesare sulla società, ma ancora oggi c'è chi crede di fermare il male con la mannaia.
Il paese campione della pena capitale è la Cina: tra l'Aprile e il Giugno del 2001 sono state uccise 1781 persone e altre 2960 sono state condannate per reati che vanno dal furto allo spaccio della droga, tanto che in occasione della "Giornata Mondiale contro la Droga" oltre 50 persone sono state ammazzate negli stadi davanti alle telecamere della TV di stato, e per essere più espliciti alcune esecuzioni avvengono nelle piazze o alle fermate del metrò.
Negli Stati Uniti sono state 69 le esecuzioni nel 2001 contro le 85 dell'anno precedente, ma non c'è da esultare, affatto, agli USA rimane il primato del Paese che condanna di più i minori, c'è di che vantarsene, non vi pare?
Finirà questa vergogna? No, per il momento dovremo ancora parlare in termini esagerati, di numeri impressionanti che ci fanno immaginare persone e persone che potrebbero popolare un intero paese e che invece potranno solo far parte degli incubi, mi auguro, di chi con tanta presunzione si erige a giusto.
Ci sono dei piccoli segni positivi: i Paesi dove è prevista la pena capitale sono in costante diminuzione. Il Cile e la Yugoslavia, per esempio, si sono uniti ai paesi abolizionisti che di fatto o per legge sono oggi 111, ma sono ancora troppi coloro che non fanno parte di questa lista e noi è a quelli che guardiamo, con amarezza, rimprovero e una certa pena.
Mi auguro un giorno di poter trattare ancora questo argomento, per poter dire che nel mondo la pena di morte non esiste più , ma esiste solo la "pena" di vivere che comunque è pesante, ma bellissima, l'esperienza più affascinante che io conosca.

Stella.