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IL
PAPA DI TUTTI
Il
Papa ha chiesto ai giudici e agli avvocati cattolici di non essere coinvolti
in cause di divorzio perché la rottura dei matrimoni è
una vera piaga della società, che produce effetti devastanti.
Il discorso accorato e severo del Papa è avvenuto davanti a giudici
e avvocati dei tribunali ecclesiastici, ma è evidente che il
richiamo era rivolto anche ai colleghi dei tribunali civili. Indubbiamente
negli ultimi anni i divorzi e le separazioni sono aumentati moltissimo,
dal 1990 al 1999 l'incremento è stato del 22,3%, ma un giudice
non può comunque opporsi, non può fare l'obbiettore, deve
sentenziare, e quindi cosa ha voluto dire il Papa? Semplicemente che
anche un giudice può e deve fare opera di conciliazione.
Per gli avvocati il monito è stato molto più severo: essendo
liberi professionisti devono declinare l'uso della loro professione
per una finalità contraria alla giustizia, com'è il divorzio.
Credo che su questo punto il Papa avrà delle grosse delusioni,
visto che i tanti divorzisti vivono proprio grazie alle diatribe delle
coppie, che pare siano sempre più violente, oserei dire delle
vere guerre che somigliano molto a quella dei Roses, visto che negli
ultimi 5 anni ci sono stati ben 687 morti.
Moltissime cause sfociano nel penale e i procedimenti vanno dalla calunnia
ai maltrattamenti, quelli più gravi riguardano la sottrazione
del minore alle percosse, fino alle violenze sessuali. Questi drammi
familiari non avvengono là dove c'è più disperazione
o meno istruzione, anzi sono molto più frequenti dove si vive
agiatamente e il livello culturale è medio alto. Inutile sottolineare
che chi ne risente in modo drammatico sono loro, i figli,
Che dire? Indubbiamente qualcosa che non va c'è, ma è
difficile individuare il problema, anche perché non possiamo
mettere tutti i divorzi sullo stesso piano, ci sono situazioni drammatiche
dove la separazione è liberatoria, e ci sono divorzi che avvengono
per futili motivi, a dimostrazione che nella nostra società spesso
si vivono le cose in modo troppo superficiale non riuscendo più
neanche a distinguere il sentimento e l'impegno con la semplice esperienza.
Siamo confusi e viviamo tra confusi, ogni tanto una tirata d'orecchie
come quella del Papa, se pur poco condivisibile, può servire
a farci riflettere, a farci capire che ci sono scelte di vita che non
sono solo nostre ma che coinvolgono gli altri, e molte volte gli altri
sono proprio loro, i figli, infelici esserini sbattuti troppo spesso
tra accuse e ripicche senza rispetto senza amore, vittime di adulti
che possono liberamente mettere fine a una storia personale ma non possono
uccidere quel profondo amore che lega ogni figlio al proprio genitore.
Usciamo una volta per tutte da questa spirale di viltà, altrimenti
dimostreremo di non essere abbastanza grandi da usufruire di leggi che
sono fatte per chi lo è.
Speriamo di crescere presto sia di mente che di cuore per capire profondamente
la preoccupazione di un grande uomo come è il Papa.
Stella.
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