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QUANDO LA MAGREZZA
NON E' PIU' BELLEZZA
Siamo nel periodo estivo, e le immagini che accompagnano questa stagione
sono quelle di donne perfette, assolutamente prive di inestetismi, che
non fanno che alimentare in noi un senso di inadeguatezza, di incertezza.
Nelle ragazze e nelle donne più fragili queste paure si tramutano
in ossessioni che portano nel tunnel della fame, dal quale con grande
fatica 8 ragazze su 10, poi, riescono ad uscire, grazie a molti sostegni
e a un lungo lavoro.
Oggi parliamo di anoressia e di disturbi dell'alimentazione in genere.
Cercheremo di capire di che cosa si tratta e come si possono curare.
L'anoressia è una malattia che colpisce il 10% delle adolescenti.
Su individui predisposti certe situazioni possono scatenare lo sviluppo
di un disturbo del comportamento alimentare. Alcuni di questi fattori
possono essere: la dieta ferrea; determinate difficoltà di adattamento
a stress ambientali, tra cui la perdita di un familiare; la fine di
una relazione; un fallimento scolastico o professionale; un trasloco;
una malattia. Questi eventi, che sono normali nella vita, in alcuni
individui con disturbi della personalità possono dare origine
a comportamenti ossessivi di controllo del peso e delle forme. Gli individui
con disturbi della personalità risultano ovviamente più
vulnerabili, ma non sono i soli a rischio, esistono altri fattori che
predispongono una persona a sviluppare un disturbo alimentare, per esempio:
essere una donna, avere un'età compresa tra i 15 e i 35 anni,
soffrire di disturbi depressivi, essere in sovrappeso, avere una famiglia
che considera il peso e la forma fisica come problemi importanti, avere
subito abusi sessuali nell'infanzia o nell'adolescenza, essere cresciuti
in una famiglia che non ha trasmesso sufficientemente la fiducia in
se stessi, l'autostima, la capacità di riconoscere ed elaborare
le emozioni.
Se un tempo i ricercatori consideravano queste malattie come l'espressione
di una patologia che nasceva dal nucleo familiare, oggi si è
molto più prudenti nell'attribuire delle responsabilità
alle famiglie, ma rimane comunque importante valutare alcuni elementi
come la difficoltà di comunicazione con i vari componenti, ed
è quindi basilare riuscire a comunicare ai propri figli una sana
immagine del proprio corpo, una consapevolezza del proprio funzionamento
mentale, un buona carica di autostima, un sentimento di coerenza interiore
e di individualità.
Potremmo considerare a rischio, dunque, per quanto riguarda un disturbo
del comportamento alimentare, una persona che ha almeno 2 di queste
caratteristiche:
uno scarso concetto di sé, una disistima, una mancanza di fiducia
in se stesso, un eccessivo perfezionismo, comportamenti impulsivi o
ossessivi, tendenza a dare troppa importanza all'aspetto esteriore.
Cosa fare dal momento che si è certi di avere un figlio o una
figlia con un disturbo dell'alimentazione ?
L'anoressia coinvolge l'intera personalità, con radici lontane
nel tempo. Occorre informarsi, ci sono studi ambulatoriali specializzati
che prevedono un approccio iniziale e incontri di gruppo a carattere
informativo.
E' necessario chiedere l'aiuto a un nutrizionista, a uno psicologo e
ad altri specialisti: i centri per il trattamento dei disturbi alimentari
sono sempre più numerosi, perché i pazienti aumentano
vertiginosamente.
Se vogliamo comprendere l'anoressia dobbiamo capire che la manifestazione
esterna (il dimagrimento) non è che la risposta a un profondo
disagio interno che si estinguerà solo con la graduale modificazione
dei meccanismi psicologici che lo consentono.
Attenzione quindi ai segnali, che spesso si manifestano molto prima
del dimagrimento.
Stella.
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