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LETTERA
A UN BAMBINO VISSUTO TROPPO POCO.
Caro piccolo angelo, ci sono cose più grandi di te che in questo
momento qualcuno forse ti spiegherà, o magari tu sei proprio
il solo ad avere capito ogni cosa e a sapere la verità, e chissà
se sei anche riuscito a perdonare e a guardare tutto e tutti con profondo
amore, quell'amore infinito di cui solo le anime elette sono dotate.
Riesco ad immaginarti solo così, in un alone di beatitudine e
pace che dovranno per forza ripagarti di questo immenso sacrificio,
che la mia mente, così poco elevata, non riesce ad accettare:
la rinuncia alla vita, a quella vita a cui tu avevi diritto e che qualcuno
senza troppi complimenti ti ha tolto. Togliere a un esserino così
indifeso come te la possibilità di crescere, di amare, di odiare,
di sbagliare, di incazzarsi o perdonare, è la cosa più
ingiusta che potessero farti, perché è il solo diritto
che abbiamo, crescere e diventare "qualcuno", non importa
se importante o no, se famoso o no, ma un essere vivente unico e irripetibile,
con la possibilità di essere o non essere, con il potere di decidere
della propria esistenza o della propria fine. A te no, non hanno concesso
niente, almeno credo, non dirmi che magari à proprio a te che
è stato donato il massimo dell'essenza della vita, perché
sinceramente mi resta molto difficile da capire. Nonostante questo,
non posso pensare che tu sia sparito nel niente, mi rifiuto di credere
che la tua brevissima vita sia stata una semplice meteora senza scia
luminosa, forse in questo modo riesco ad accettare meglio la profonda
impotenza che provo, si mio caro Angelo, mi sento impotente e anche
un po' troppo fortunata, perché sono riuscita a vivermi un po'
di questa esistenza, di cui tutti ci lamentiamo ma a cui nessuno rinuncerebbe
tanto facilmente, e tu no. Lo so, questo pensiero dura solo un attimo,
non sono capace di fare molto di più, ma in quell'attimo io mi
sento veramente così privilegiata che devo distogliere la mente
per non scivolare quasi in un senso di colpa. Tutti parlano di te, ma
vorrei che parlassero di te come di un dolcissimo bambino, che amava
correre giocare, fare le bizze, dormire nel lettone dei genitori e non
come di colui che è stato trovato una maledetta mattina colpito
a morte da un adulto che non ha voluto vederti grande e forte, in grado
di difenderti.
Che orrore, mio piccolo Angelo, quanti sciacalli pronti a cogliere ogni
battito d'ali di farfalla, per trasformarlo in fremiti di ali di pipistrello,
quante parole pesanti come macigni, carpite in momenti di disperazione,
quanta speculazione intorno alla tua purezza, quanto finto sdegno ho
percepito in chi si preoccupava solo di anticipare la notizia più
gustosa da dare in pasto alla folla che alla fine ha più rispetto
di chiunque altro e anonimamente ti porge un fiore, anche quando sulla
tua tomba, per un periodo sconcertatamente lungo, nessuno si inginocchiava
più.
Sai, piccolo, io che forse sono troppo poco spirituale, non riesco tanto
facilmente a capire perché sia accaduto tutto questo e non riesco
a vedere un disegno Divino, ma forse c'è, e magari è talmente
grande che non può essere visto da poveri occhi umani e pure
difettosi come i miei, spero solo che là dove sei tu abbia trovato
tanti amici capaci di farti dimenticare orrori, dolori,e amore, sì,
anche quell'amore che sono certa tu hai conosciuto, e che spero qualcuno
riesca a farti rivivere.
Ogni volta che incontrerò sulla mia strada gli occhi di un bambino
sereno penserò a te perché è così che voglio
immaginarti, piccolo Samuele.
Stella.
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