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IL BOIA NEL MONDO
La strage avvenuta
pochi giorni fa in Cina mi ha indotto a parlarvi della pena di morte.
Ognuno, può pensarla come vuole, ma prendiamo atto di quello
che avviene in ben 88 paesi nel mondo, dove la pena di morte è
vigente (e in alcuni di essi è vissuta come il solo rimedio per
combattere la criminalità, che comunque dilaga e aumenta vertiginosamente).
La Cina, come dicevamo, ha messo a morte in 9 giorni ben 168 persone,
e 73 sono state condannate nell'ambito di una campagna anticrimine che
il governo cinese ha messo in atto dall'inizio del mese di Aprile.
Lo scorso anno le esecuzioni sono state più di mille, e tra i
crimini che prevedono la pena di morte è inclusa l'evasione,
la frode fiscale, la falsificazione, il gioco d'azzardo, la bigamia,
il disturbo della quiete pubblica
Quanti di noi sarebbero ancora
vivi ?
Considerate che la Cina aveva firmato il Patto Internazionale sui Diritti
Civili e Politici, impegnandosi a comminare la pena di morte solo per
crimini gravissimi, ma come abbiamo visto la realtà è
ben diversa.
In Asia solo nel 1999, sono state legalmente soppresse più di
2000 persone, facendo di tale continente il primatista delle esecuzioni,
eseguite oltretutto con metodi barbari.
Si distinguono l'Iran con 138 e l'Iraq con 777.
Sono cifre spaventose che fanno rabbrividire, ma la mannaia non si ferma
qui.
Paesi tanto diversi per cultura e politica, spesso, sono stranamente
accomunati proprio dalla pena di morte, vedi gli Stati Uniti e Cuba.
Negli USA, il boia non è uguale per tutti, infatti solo un assassino
su 15 viene eliminato, e questo dipende dai vari appelli. Ovvio che
chi può permettersi un buon avvocato ha molte probabilità
di cavarsela, ma è importante anche il luogo dove il delitto
è stato commesso: cambia molto da Stato a Stato, da Contea a
Contea.
Inoltre la certezza che tutte le persone condannate siano veramente
colpevoli non c'è, uno studio ha valutato che dal 1900 al 1985,
sono state uccise 23 persone sicuramente innocenti e altre 200 circa
condannate ingiustamente. Molti negli Stati Uniti hanno presentato proposte
di legge, moratorie perché la pena capitale sia abolita, considerandola
arcaica e non più giustificabile in un paese che vuole rappresentare
la libertà, il rispetto dell'individuo e la giustizia.
Un sondaggio, ha però rilevato che ben il 71% degli americani
è ancora favorevole alla pena capitale per chi commette omicidi,
e nonostante questa altissima percentuale di americani ancora convinti
che la morte sia la giusta condanna per chi uccide, scopriamo che non
è un valido deterrente.
Là dove la pena capitale è rifiutata, fatte le debite
proporzioni, gli omicidi negli ultimi 20 anni sono dal 48 al 101% inferiori.
Chi condivide le idee del neo Presidente, grande assertore della pena
capitale, forse dovrebbe guardarsi i dati per esempio della New Virginia,
dove il tasso di omicidi è del 30% inferiore a quello della Virginia,
dove il Governatore sostiene a spada tratta la necessità della
pena di morte.
Potrei portarvi molti altri esempi, ma credo che questi siano sufficienti
a farvi riflettere e a farvi apprezzare un po' di più il nostro
Paese che, se pur ricco di problemi di ogni genere e mancanze di ogni
tipo, è leader nelle iniziative internazionali contro la pena
di morte.
La Camera dei Deputati ha compiuto missioni in Barbados,Grenada,Trinidad,Giamaica,
Pakistan ecc.
In queste occasioni sono felice di appartenere a questo paese che ha
lottato e lotta perché la pena capitale venga abolita in tutto
il mondo. La società moderna ha il dovere di tutelare il cittadino,
e i mezzi se usati bene ci sono, così come sarebbe auspicabile
una adeguata prevenzione, ma nessuna società civile deve avere
il potere di decidere sulla vita di nessuno.
Chiunque si arroghi il diritto di spezzare per sempre l'esistenza di
un essere umano è comunque molto poco diverso dallo stesso assassino,
e non possono esserci leggi che mettano a tacere una coscienza appesantita
da tale fardello. Io la penso così.
STELLA.
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